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L’apoteosi del caos bianco

La neve me la ricordo bene. Negli anni 80′ ha nevicato decisamente molto e soprattutto nel 1985 i giorni di gelo sono stati tanti, quasi un’eternità. Nevicò dal sei di gennaio notte fino a febbraio inoltrato: naturalmente vi furono pause di sole e ghiaccio ma la neve per ben due mesi tenne con il fiato sospeso tutto il nord Italia. Le temperature erano rigide e di mattina presto a volte sfioravano i -24 gradi centigradi. Personalmente avevo un sistema molto empirico per provare quanto fosse freddo: riempivo un secchio d’acqua e ne rovesciavo il contenuto sul marciapiede. Se l’acqua congelava all’istante c’erano buone probabilità che la colonnina di mercurio fosse sotto i -20.

Ma nonostante l’ambiente scenografico fosse più simile a quello siberiano che a quello mediterraneo alla mattina si andava normalmente a scuola e al lavoro senza porsi troppe domande. Vivvadio qualche volta i freni delle corriere si congelavano ed era impossibile partire ma era comunque una eccezione e le nostre speranze di ritornasene a casa invece di raggiungere la scuola si scontravano contro la resistenza meccanica dei mezzi comunali e, soprattutto, contro la volontà degli autisti. Fu senz’altro uno degli inverni più rigidi e nevosi di sempre, chi c’era lo sa.

Quest’anno ha nevicato per un giorno – circa 20-25 cm – e per qualche ora, durante la notte, la temperatura è scesa di ben 12 gradi sottozero: il risultato è stato il totale e completo blocco del traffico comunale. Automobili intrappolate, pedoni in grande difficoltà, mezzi di trasporto pubblico in notevole ritardo se non bloccati definitivamente, spazzaneve che non arrivavano  e sale quasi o del tutto irreperibile. 20 centimetri di neve hanno di fatto bloccato e messo ko la poderosa macchina comunale che ha dovuto fin da subito alzare bandiera bianca e lasciare i cittadini portuensi in balia di se stessi.

Strade malpulite o del tutto sporche e ghiacciate, marciapiedi impraticabili, alberi disarcionati dal peso della neve e lasciati al loro destino per ore, una vera catastrofe. Paradossalmente dovremmo ringraziare le emissioni di CO2 per aver negli ultimi 25 anni alzato permanentemente la temperatura così da impedire un ripetersi degli eventi meteorologici del 1985 o del 1990 perché, che Dio ce ne scampi, causerebbero oggigiorno un reale bagno di sangue. Il grado di impreparazione dimostrato nell’affrontare un normalissimo evento meteorologico come quello verificatosi negli ultimi giorni nel nostro territorio comunale ci dovrebbe far riflettere tutti e, tutti quanti, dovremmo farci un nodo al fazzoletto per ricordare l’inadeguatezza e la impreparazione della nostra amministrazione comunale, o chi per essa è preposta, a fronteggiare eventi del tutto normali come una semplice nevicata.

Come direbbero a Milano “ma andè tuti a ciapà i rat”.

Un Commento per “L’apoteosi del caos bianco”

  1. Enrico F. 12 gennaio 2010 alle 22:05 #

    C’è da vergognarsi! Chi ci amministra non ha saputo prevedere un evento del tutto prevedibile e i disagi sono stati moltissimi. È inaccettabile.


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