Ci scrive Enrico Belletti e volentieri pubblichiamo
Questo post vuole essere una risposta alle dichiarazioni provenienti dal Sindaco di Portomaggiore Gian Paolo Barbieri e comparse sul Resto del Carlino il 13 maggio 2008.
L’artifizio retorico usato dal nostro Sindaco di parlare del collega veronese per rivolgersi ed accusare indiscriminatamente l’area politica dell’ opposizione portuense è quanto meno subdolo. Non mi pare che nessun politico riconducibile al centro-destra si sia sottratto da critiche (spesso e giustamente anche molto dure) in merito ai fatti deplorevoli accaduti la settimana passata a Verona. Premesso che nessuno è detentore di una verità certa e indiscutibile (nemmeno Lei signor Sindaco) e che la vita di una persona (per chi ci crede) non può essere oggetto di valutazione, ma ha un valore unico e altissimo che deve sempre e in ogni caso essere protetto, (anche se non sempre è stato così, ricorda il detto “Uccidere un fascista non è reato?”) credo che sia opportuno innanzitutto consentire alle autorità inquirenti di svolgere le opportune indagini, non tanto sulla responsabilità degli autori del reato, che appare ormai certa, quanto sulle reali motivazioni che hanno condotto ad atteggiamenti simili (in gergo si parla di movente), che non necessariamente è espresso sotto forma di simbolo politico.
Dispiace rilevare che il messaggio che con la Sua lettera ha cercato di far passare sia molto meno nobile di quel che vuol far sembrare e anzi, è esempio evidente della reale provenienza di quella cultura dell’odio del diverso di cui Lei parla. Credo che di fronte alle Sue affermazioni aberranti e tendenziose e al Suo modo di far politica molti cittadini di Portomaggiore si sentano “diversi”. Diversi perchè trascurati da un’amministrazione sorda e lontana anni luce dalle loro reali problematiche quotidiane, diversi perchè considerati spesso solo come fonti di reddito da prosciugare.
Su una cosa però sono d’accordo con Lei, che chi amministra scriteriatamente un territorio debba assumersene le responsabilità, responsabilità politiche innanzitutto, ma anche (se non chiedo troppo) morali.
Attraverso la Sua lettera fa trasparire anche il timore che a Portomaggiore vengano organizzate delle ronde come se i cittadini portuensi non avessero di meglio da fare durante la notte, per esempio dormire, possibilmente tranquilli. Anche se quella tutela del nostro territorio di cui Lei parla, purtroppo, non c’è perchè a causa della dissennata politica del governo Prodi il Nucleo Operativo Radio Mobile di Portomaggiore si trova a dover coprire, con un unico mezzo, una zona di controllo che comprende i Comuni di Migliarino, Migliaro fino a quello di Argenta.
Come vede il dire e scrivere o meno delle sciocchezze non è un concetto assoluto e se davvero ha a cuore la sicurezza e il benessere dei suoi concittadini contribuisca davvero, per quel che può, a far sì che questi preconcetti ormai vecchi e logori vengano definitivamente superati, insieme…come diceva il suo nuovo leader…si può fare…
Per il Circolo della Libertà di Portomaggiore
Enrico Belletti