Au revoir Gauche
by admin, 51 viewsLa chiave di volta per capire la sconfitta della sinistra italiana.

Sono stati sufficienti meno di due anni a Prodi per distruggere il sogno di governo del centro sinistra per i prossimi venti anni. Forse è un record nella politica europea del dopo guerra, nessuno era riuscito a distruggere comunisti, socialisti, marxisti in un sol colpo: non ci era riuscito Regan; non c’era riuscita la caduta del muro di Berlino nel 1989, nemmeno lo sgretolamento dell’Unione Sovietica aveva intaccato l’incrollabile fiducia nei comunisti italiani; non c’era riuscito Di Pietro vedendosi “costretto” a preservare i comunisti come baluardo per la governabilità di una Paese altrimenti destinato al baratro e sull’orlo di una possibile sollevazione.
La metodologia, la tecnica per eliminare la politica comunista in Italia in realtà era molto semplice: lasciarli governare un paio di anni. In diciotto mesi di potere governativo alla guida del Paese i comunisti hanno dimostrato di non poter rispondere alle mutevoli esigenze della popolazione: ambigui nel portare avanti un’azione di governo contestandola allo stesso tempo nelle piazze; indecisi sui provvedimenti da prendere di fronte ad una crisi strutturale del mercato internazionale; incoerenti nel difendere i cittadini italiani di fronte ad una massiccia immigrazione senza precedenti; arroganti nel non prestare attenzione a chi in questi mesi gli informava della insoddisfazione generalizzata del Paese; inqualificabili nel non mantenere le promesse fatte davanti a milioni di cittadini in campagna elettorale; insensibili nel non aumentare le migliaia di pensioni da fame e nel mantenere nefaste imposte come quella dell’ICI; vetusti nell’imporre una burocrazia vessatoria e ridicola.
La sinistra ha dimostrato, definitivamente, la propria incapacità di governo e la propensione nel teorizzare e nel non praticare: i limiti dei banchi della scuola della sinistra sono, da sempre, la teoria non applicabile e una provata idiosincrasia verso il rinnovamento. Roma con Alemanno infligge alla sinistra una sconfitta storica e di portata epocale: lo sdoganamento di Fini e di tutta l’area della destra sociale confluita nel PDL è avvenuto a scrutinio completato delle schede elettorali dei cittadini romani, solo oggi Fini diviene con impeto e di diritto il successore, l’erede, il continuatore di Berlusconi. A Roma Alemanno ha indiscutibilmente incoronato il PDL quale forza maggioritaria in Italia e con un futuro da attore protagonista slegato finalmente dalla interdipendenza monopolistica berlusconiana; solo oggi l’Italia ha trovato una vera forza di centro-destra in grado di governare senza problemi in un futuro a breve e a lungo termine con o senza Berlusconi.
Non era facile in diciotto mesi, da sinistra e nonostante il governo Prodi, portare a termine un’operazione politica simile. Serviva un altro illuminato, un vero prodigio, un genio con una forte dedizione, pervicacia ed esperienza; serviva uno in grado di far cadere il governo Prodi con le primarie, di cacciare i comunisti alla sua sinistra con le elezioni politiche del 13 aprile e, infine, di perdere la Capitale d’Italia, Roma, candidando un riciclato come Rutelli. Serviva Walter Veltroni.
Conclusione evidente e inconfutabile: la sinistra, uscendo a pezzi peggio dell’Unione Sovietica dei primi anni 90, probabilmente, oggi, ha perduto definitivamente ed inequivocabilmente il ruolo di antagonista naturale della destra.
Au revoir Gauche